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PER SAPERNE DI PIU’

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Perché cominciare così piccoli? Cosa apprendono realmente?

Il periodo tra 0 e 18 mesi per l’essere umano è il più ricco sotto il profilo dell’apprendimento, pensiamo a quante cose imparano i bambini in meno di un anno di vita. Offrire loro la possibilità di avvicinarsi alla musica fin dai primi mesi accresce illimitatamente il loro potenziale personale di sviluppo musicale; la capacità di attenzione non sarà mai pari in nessun altro momento della vita futura.

Le ricerche del professor Gordon hanno dimostrato scientificamente che l’attitudine musicale è un fattore innato nell’essere umano e che quindi tutti la possiedono fin dal momento della nascita (chi alta, chi media e chi bassa ma così è per tutte le attitudini artistiche), ne deriva che tutti hanno la possibilità di fare musica.

Lo scopo di questi corsi non è creare dei piccoli geni musicali, ma fornire le basi per comprendere la musica nel suo significato più profondo e più utile all’animo umano sia per il probabile futuro musicista che per il futuro pubblico che poi l’ascolterà.

Perché il movimento è libero e non strutturato?

I bambini vengono lasciati liberi di esplorare lo spazio ognuno secondo il proprio sentire. Un’altra intuizione fondamentale di E.Gordon è che la musica è anche nel corpo (“Il corpo conosce prima che la mente comprenda”) e questo concetto è fortemente espresso dal termine AUDIATION che rimanda ad un concetto uditivo e motorio. Durante gli incontri non si chiede ai bambini di battere le mani o eseguire determinati movimenti stereotipati ma li si lascia alla libera esplorazione anche della stanza.

Perché si lavora senza strumenti musicali?

Uno strumento lo si utilizza ed è proprio la voce, è l’unico strumento che possiede realmente il bambino, lo possiede internamente e lo esplora ma anche gli adulti possiedono questo strumento e possono esplorare insieme a lui pur non avendo nessun tipo di formazione ed educazione musicale.

Perché cantano anche gli adulti a lezione con dei piccoli accompagnamenti?

Il ruolo dell’adulto a lezione è importantissimo: ci rendiamo, infatti, modelli di musica per favorire, in modo relazionale, l’apprendimento. Il bambino apprende laddove c’è relazione e possiamo renderci modello di musica sia col corpo che con la voce. Gli accompagnamenti servono inoltre a creare l’ambiente musicale in cui il bambino si immerge e permettono al genitore di partecipare attivamente alla lezione.

Perché non si usano le parole? Perché sospendere completamente il linguaggio parlato durante la lezione?

Durante gli incontri si utilizzano canti melodici e ritmici senza parole intonati dalle voci di insegnanti e genitori con sillabe neutre come PAM o BAM. Questo perché il linguaggio è predominante nella vita del bambino sotto ogni aspetto, se si utilizzassero le parole si concentrerebbe solo sul linguaggio e cesserebbe il fine che è, invece, l’aspetto musicale. In assenza di parole il bambino si concentra sulla musica ne approfondisce ogni aspetto e soprattutto sperimenta. L’utilizzo di sillabe come “Pam” o “Bam” favorisce un corretto utilizzo della voce nel rispetto della struttura fisica del bambino che non ha ancora la conformazione interna dei muscoli vocali di un adulto e nemmeno la stessa estensione, in più lo porta alla scoperta della propria voce “cantata”.

Perché i canti vengono eseguiti in tutti i modi e tutti i metri musicali?

E cosa sono quelle “notine” che sentiamo ogni tanto fare dall’insegnante ad ogni bambino? Perché così tanto silenzio a lezione?

I canti melodici e ritmici senza parole hanno le caratteristiche di: brevità, complessità, varietà e ripetizione.

Brevità, nel senso di afferrabilità: il bambino deve essere in grado di afferrare l’identità del brano proposto;

Complessità: non nel senso di complicatezza ma di offerta di risoluzioni tonali diversificate;

Varietà: di modi e di metri perché è stato dimostrato che il bambino apprende maggiormente su una varietà di proposte (es: distingue meglio i colori se li conosce tutti non se conosce, ad esempio, solo il rosso);

Ripetizione: perché il bambino possa sviluppare una famigliarità con i canti e stabilire dei “contesti”.

Le “notine” che l’insegnante propone ai bambini, come in un dialogo al termine dei canti, sono i “contenuti” che si definiscono “pattern” ovvero un insieme di note organizzate entro un contesto (ed elaborate secondo i criteri della MLT).

Il silenzio è essenziale per lasciare che l’Audiation si attivi: nel silenzio qualcosa nasce e il bambino ha il tempo di elaborare il proprio pensiero musicale (silenzio che nella nostra società è così poco abituato ad avere intorno).

Rispettiamo i tempi di apprendimento di ogni bambino

Ogni bambino ha i propri tempi di apprendimento ed è fondamentale rispettarli.

I bambini affrontano diverse fasi nell’apprendimento del linguaggio musicale, fasi che sono di appropriazione del linguaggio stesso ma anche di negazione (ciò avviene anche per il lingua parlata). E’ bene ricordare che sono tutte fasi che possono dipendere da diversi fattori ma che ognuna di esse è fondamentale per il raggiungimento della famigliarità con il linguaggio musicale e che verrà presto superata per lasciare il posto alla successiva.